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Il pensiero libero e trasparente di Emanuele Ricucci PDF Stampa E-mail

Poco importa verso chi, Salvini o Conte, Renzi o Che Guevara.
È in certe faccette, rigonfie nel loro gargarozzo che l'Italia non è più credibile, fallisce, che i baffi neri, pizza e mandolino non ce li toglieremo mai dalle palle ed assurgono a vero simbolo nazionale. Certe faccette, quelle che alimentano la piccola corruzione quotidiana, il bassissimo cabotaggio, la fragilità dell'italiano fesso e soprattutto furbo, che ti tende la mano ma per fregarti l'orologio e sentirsi coi suoi u raaaas du quartiiier, che corre dietro alle jeep dei soldati americani per chiagnere miseria. In quella faccetta unta e bisunta, che intinge il mento in ogni affare, affaretto, affaruccio, c'è tutto il sogno erotico degli sgherri di Rodari, di Manzoni, c'è l'orizzonte ideale di Prezzolini, Longanesi, Flaiano, col loro uomo italiano nato storto.
In certe faccette, le riconosci, c'è l'uomo italiano nato storto coi suoi miseri vizi, scrausi, provinciali, con i piedi che puzzano e gli zoccoli, con l'oro al collo; quei vizi che gli impediranno di essere grande. A lui e, purtroppo, a tutta l'Italia.
Fine.