Home
Benvenuti nella home page di Torino 2.0
Il Paese dei balocchi PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea Reali   
Martedì 26 Marzo 2013 07:43

Quando Carlo Collodi alla fine dell'Ottocento inventò il Paese dei balocchi probabilmete non si rese conto di quale luogo magico avesse creato e ancor meno che non si trattava solo di un luogo immaginario, come la fiaba avrebbe voluto.

Il nostro è il Paese dei balocchi, un Paese nel quale chi la fa più grossa ha più certezze di rimanere impunito.

E' un caso di giustizia ad orologeria che (speriamo) questa volta sfonderà il muro omertoso delle dirigenze comuniste, diessine e neo-democratiche che saranno chiamate a rispondere sui duecento milioni di euro di debiti che il partito di Massimo d'Alema ha contratto con le banche in anni di allegra amministrazione e che hanno prodotto una voragine colossale. Eh già..il baffetto Richelieu (non solo con la complicità del tesoriere Ugo Sposetti ma anche del sindaco di Torino Piero F.) ha nascosto gli immobili del partito intestandoli, attraverso donazioni, a fondazioni esterne che nulla hanno a che vedere con il partito, in modo che fossero tenuti a debita distanza dagli artigli dei creditori.

Ora però le banche chiedono di annullare le donazioni fatte in favore delle fondazioni per ottenere i loro immobili, nonostante il terzo complice Romano Prodi nel 1998 attraverso il suo governo abbia esteso la garanzia statale pensata per i debiti contratti dai giornali sovvenzionati anche al partito dei suoi amici. Se gli istituti di credito non saranno in grado di riavere indietro gli immobili ci dovrà pensare lo Stato a pagare il conto, ovvero noi.

Perchè in Italia se hai la malaugurata idea di lavorare onestamente sei trattato come un criminale evasore, mentre per le strade delle Città i faccioni cadaverici di loschi figuri continuano a fare da sfondo alla miseria in cui loro stessi ci hanno cacciati ?

Ultimo aggiornamento Martedì 26 Marzo 2013 10:05
 
L'Italia vista da sopra PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea Reali   
Mercoledì 27 Febbraio 2013 06:52

Se guardiamo una foto scattata da un satellite in ore notturne e riconosciamo il nostro Paese con le luci delle Grandi Città credo proviamo tutti lo stesso sentimento : lo stupore della notte affacciata sul mare (per dirla con Mina) e siamo consapevoli di essere nati in uno dei posti più belli del mondo.

L'Italia oggi è universalmente bella solo se la guardiamo dall'alto perchè non entriamo nei portoni delle case, non vediamo attraverso i vetri cosa accade nei luoghi della nostra vita, non sentiamo il suono famigliare delle persone che popolano le strade. E non ci rendiamo conto di quanto abbiamo trattato male tutto questo patrimonio bellissimo.

Il panorama che si dispiega oggi dinanzi ai nostri occhi è in gran parte agnostico: l'inadeguatezza è l'unico sentimento che può provare un popolo che ancora una volta è stato costretto a votare un parlamento senza poter scegliere davvero perchè il perverso sistema elettorale attualmente vigente assomiglia ad un consiglio di amministrazione nel quale i prescelti dalle segreterie politiche vengono collocati in cima ad una lista per garantirne l'ingresso nelle aule parlamentari ed utilizzati quindi come strumento di controllo di ogni aspetto della vita pubblica.

Siamo soli più che mai, disuniti nel nostro disorientamento che suscita negli altri paesi d'Europa un sentimento di tenerezza quando non di ilarità, per non essere stati capaci di cacciare una volta per tutte dalle aule istituzionali uomini disonesti, reietti della società civile incapaci di produrre progresso e trasformati in predoni assetati di soldi e potere.

Non ci meritiamo tutto questo se abbiamo l'umiltà di guardarci indietro riconoscendo le nostre origini antiche, ma ce lo meritiamo assolutamente (come ogni popolo che ha il governo che si merita) se continuiamo a pensare che qualcuno si debba occupare del nostro futuro prescindendo dalla necessità di uno sforzo personale che ciascuno di noi dovrebbe fare per tornare a credere in un nuovo Paese, ricostruito grazie alla capacità dei suoi cittadini e non sulla sudditanza ai poteri corrotti che sulla nostra beata ignoranza hanno costruito le loro sporche carriere.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Febbraio 2013 06:58
 
Se non sono ladri non li vogliamo PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea Reali   
Martedì 12 Febbraio 2013 00:14

Finmeccanica è un parcheggio per delinquenti comuni. Dopo Guarguaglini indagato per fondi neri insieme alla gentile sua signora Marina Grossi rinviata a giudizio per false fatturazioni in merito agli appalti ENAV, ora il presidente Giuseppe Orsi viene tratto in arresto e fornito di pigiama a striscioni gentilmente fornito dall'amministrazione delle patrie galere.

Parrà tuttavia incredibile se uno così trascorrerà anche un solo giorno dietro le sbarre, questo ultimo profilo delinquenziale di boiardo di Stato messo a fare da testa di legno (a rischio di sonore randellate) per favorire il business truccato dalle tangenti delle nostri brillanti public company. Orsi infatti è responsabile di aver allungato una tangente di 51 milioni (nostri) per favorire la fornitura di 12 elicotteri Agusta Westland al governo indiano.

Come l'ENI che ha utilizzato il suo presidente Paolo Scaroni per ungere gli appalti di lavori della sua consociata Saipem in Algeria (197 milioni, sempre nostri...) oggi Finmeccanica si assicura una commessa che anche un'impresa guidata da dementi avrebbe vinto se solo avesse avuto la stessa disponibilità di soldi per corrompere funzionari della società cliente.

Come si può immaginare  che i candidati alla guida politica dell'Italia abbiano la soluzione per uscire da un letamaio tanto grande che neppure Ceausescu ha gestito nel suo paese in ventidue anni di dittatura? Se lo vogliamo credere è perchè abbiamo perduto per sempre la capacità critica e siamo ottenebrati dai poteri deviati che, conoscendo la nostra atavica assenza di spina dorsale, ci propinano quello che vogliono facendosi i loro sporchi interessi nella totale impunità.

Ultimo aggiornamento Martedì 12 Febbraio 2013 00:27
 
I funerali di Prospero Gallinari PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea Reali   
Domenica 20 Gennaio 2013 04:33

Ieri finalmente è stata interrata la bara di Prospero Gallinari, terrorista italiano che da anni viveva libero come qualunque cittadino incensurato.

Gallinari partecipò all'agguato di via Mario Fani a Roma nel quale venne trucidata la scorta del presidente democristiano Aldo Moro, che venne a sua volta rapito e tenuto nascosto in una "prigione del popolo" allestita nella Capitale in una palazzina rispettabile di via Montalcini, una strada inerpicata sopra via della Magliana.

In quel covo brigatista Prospero Gallinari esercitò lucidamente il suo ruolo di carceriere, effettuando a turno con altri terroristi l'interrogatorio al termine del quale il tribunale illegittimo istituito dalle Brigate Rosse decise l'uccisione dello statista giudicato colpevole per le scelte compiute dal suo partito.

In Francia è uscita un paio di anni fa una produzione dal titolo "Ils Etaient les Brigades Rouges" (con sottotitoli in italiano) riportante interviste filmate ai leader brigatisti dell'epoca : Mario Moretti, Valerio Morucci e Prospero Gallinari. Il residuo senso del pudore ha impedito a questo video, acquistabile su internet, di raggiungere le edicole italiane ma non ha impedito, a chi è interessato a non dimenticare, di ascoltare le dichiarazioni ancora vive e prive di qualunque senso di rimorso o di ripensamento sulle scelte che questi criminali hanno messo in atto causando decine di morti innocenti.

Tant'è che ieri nel piccolo cimitero di Coviolo nella provincia di Reggio Emilia, si sono date appuntamento centinaia di persone tra cui i terroristi Bruno Seghetti, Renato Curcio, Raffaele Fiore e Barbara Balzerani, quasi si trattasse del funerale di un uomo qualunque rimpianto dai suoi amici.

Perchè lo Stato italiano ha consentito con il suo ordinamento giuridico da Terzo mondo di far scattare ai fotografi le immagini dei pugni alzati di questi assassini LIBERI mentre fischiano l'Internazionale? Perchè sono liberi di muoversi ed esibirsi in pubblico come cittadini onesti ? Il rischio che diventino star per il sistema anarchico è elevatissimo.

Questi bastardi devono stare tutti nelle patrie galere per quello che hanno fatto, mentre il popolo italiano senza memoria non ricorda le lacrime dei parenti delle vittime causate dalla feroce ideologia mista a complotto con i settori deviati di un Paese che ha perso per sempre il senso dell'onore.

Ultimo aggiornamento Domenica 20 Gennaio 2013 05:03
 
Anche questo è andato ! PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea Reali   
Lunedì 31 Dicembre 2012 06:49

Ogni fine anno ci si sofferma per un attimo a guardarsi indietro. Anche quest'anno gli organi di informazione hanno sciorinato le immagini più brutte che hanno contrassegnato questo lungo 2012, accompagnandoci nei fiduciosi orizzonti dell'anno che verrà.

Il terremoto in Emilia, i processi di mignottopoli, la faccia museale di Mario Monti, le alluvioni sulla Toscana e il bollettino di guerra delle imprese che non sono arrivate al panettone fanno da cornice ad un anno di sfighe mica da ridere, mentre la Gente in silenzio conta i risparmi dei genitori e dei nonni per calcolare per quanto tempo ancora potrà pagare le rate dell'Audi A1 appena ritirata con le gomme termiche per andare a sciare facendo bella figura con gli amici.

Cosa ci possiamo aspettare dal 2013 ? Ci auguriamo un pò di sana austerità che fa bene alle menti drogate di consumismo televisivo ed affamate di marchi clonati e costosissimi smartphone.

Ieri è scomparsa, ultracentenaria, la Nobel Rita Levi Montalcini : con tutto il rispetto per una mente che tantissimo ha contribuito al progresso della ricerca scientifica internazionale, ella ha vissuto alla grande sino all'ultimo respiro (prima delle elezioni politiche del 1992 dichiarò che avrebbe votato per i Progressisiti perchè si trattava di un voto AUSTERO). Beh non mi pare che tra i riconoscimenti scientifici e l'emolumento da senatore a vita la signora abbia vissuto in austerità monastica.

Tuttavia cerchiamo di trovare anche qualcosa di buono dal bilancio di questo anno difficile e immaginiamo che un pò più di persone ricomincino a pensare con la propria testa, messe davanti ai fatti che non lasciano più troppo spazio ai sogni di un benessere garantito per tutti.Solo attraverso una presa di coscienza dei propri limiti gli individui riusciranno a ricostruire un mondo nuovo da regalare ai propri figli.

Ultimo aggiornamento Domenica 06 Gennaio 2013 16:58
 
«InizioPrec.12345678910Succ.Fine»

Pagina 8 di 30
 

Sondaggio

Torino risorgerebbe senza la Fiat ?
 

Chi è online

 5 visitatori online